DUE STORIE ANDATE A BUON FINE

DUE STORIE ANDATE A BUON FINE

Prima Storia

Nel settembre del 2013 ho cambiato casa e sono venuta a vivere in campagna. Come la casa è molto grande, abbiamo aperto un b&b e tramite un amico che mi chiese il posto per fare una conferenza, ho conosciuto la Sovranità Individuale. L’ho sposata subito come una splendida causa, partendo dal presupposto che siamo tutti uguali davanti a Dio.

Nel Marzo del 2014 avevo già appreso pienamente i principi di fondo della Sovranità, dopo avere passato ore ed ore a leggere sul tema. In quel tempo mi arriva una fattura di Enel Servizio Elettrico, per un importo di 900 euro in due mesi.
Mi venne da ridere, perché nemmeno se avessi tenute accese tutte le luci interne ed esterne, e tutti gli elettrodomestici di casa mia, avrei mai raggiunto quella cifra. Allora ho contattato il servizio clienti per informarli che probabilmente c’era stato un errore.
La signorina mi consiglia di chiamare a mie spese un elettricista per valutare una possibile perdita di energia da qualche parte e poi, potevo chiedere il loro intervento, ma sempre comunque pagando la fattura e poi richiedere il rimborso.

La Notifica di Cortesia

A questo punto ho avuto l’ispirazione di mandare una notifica di Cortesia, documento ormai conosciuto da chi applica la Sovranità Individuale.

Nella Notifica premetto che la fattura è anomala e che anche la signorina del servizio clienti mi aveva detto che era il consumo di 6 famiglie insieme. Noi siamo in 3 persone.
La indirizzo al direttore generale di Enel Servizio Elettrico di Roma avvisandolo che lui è direttamente responsabile di qualsiasi cosa mi succeda, incluso il taglio dell’energia elettrica, se prima non mi mandano il contratto firmato da entrambe le parti con firme in umido (tra me e il direttore generale). Passa qualche giorno e mi arriva una diffida a pagare, previo stacco della corrente. Rimando un altra NDC questa volta però chiamo prima il servizio clienti e avviso al agente, facendomi dare tutti i suoi dati e inserendoli poi nella seconda NDC, che lui è responsabile quanto il suo direttore, se la corrente mi viene staccata senza avere ricevuto il mio contratto debitamente firmato, e invito il ragazzo a lasciare una nota scritta della nostra conversazione telefonica. Lui mi risponde che non può farlo ma che è mio diritto chiedere quello che chiedo.
Passano poche ore e mi arriva una telefonata del Direttore generale, che un po’ adirato e un po perplesso, mi chiede cosa significa la lettera che ho scritto. Gli rispondo che è esattamente quello che ha letto, ne più ne meno, e che è pregato di non telefonarmi, ma di rispondere via posta con ARR alle mie richieste. Lui alza un po’ la voce e mi chiede se io riconosco Enel come società che fornisce la luce perché se non è così, il contratto viene chiuso e loro possono tagliare il servizio. Io rispondo che so che Enel è una società privata che fornisce la luce ma non so chi c’è dietro e quindi è mio diritto chiedere la firma sul contratto di colui che mi fornisce questo servizio, poi chiudo salutandolo.

Disarmati

La minaccia era il taglio della luce entro 7 giorni dal ricevimento della diffida a pagare. Da quella data sono trascorsi 4 mesi e non mi hanno mai tagliato la luce.

Dopo 1 mese circa, mi è arrivata una busta dall’Enel che conteneva un nuovo contratto chiedendomi la cortesia di firmarlo e rispedirlo perché quello vecchio aveva avuto dei cambiamenti.
Ovviamente non l’ho ne firmato ne rispedito, perché era la prova che NON AVEVANO NESSUN CONTRATTO VALIDO e che per tale ragione, di fronte una NDC con richieste specifiche e legittime non hanno potuto procedere.

Le fatture arrivate dopo sono state pagate per quanto erano più o meno nei termini e voglio vivere in onore, anche se sto seriamente pensando di fare un accordo con tutte le utenze, per stabilire un contratto dove se paga solo il servizio che offrono e non il consumo, perché ACQUA LUCE E GAS sono diritti umani e beni del Pianeta, per ciò non possono essere privatizzati.

Buon risveglio a tutti.

Milena.

fontana pugliese

Seconda Storia

Qualche anno fa, Equitalia mi mise una ipoteca di 20.000 euro sulla parte di casa di proprietà che mio padre mi ha lasciato prima di morire. Nella casa ci vive mia mamma anziana. Non riuscendo a pagare l’intera somma e non conoscendo la Sovranità, decido di versare 8000 euro e di rateizzare il restante per non aggravare l’ipoteca che ad oggi ancora esiste (sto cercando di toglierla ma questa è un altra storia).home_Snapseed

Passano due anni e non mi arrivano i bollettini per pagare le rate.
Un mio amico che è tributarista va spesso presso Equitalia di Pesaro per lavoro e gli chiedo la cortesia di guardare a che punto è la pratica e quanto mi costerebbe questo servizio da parte sua. Lui mi risponde che avrebbe chiesto €150 (tra benzina e qualche ore di lavoro).
Passa del tempo, lui mi porta i bollettini e mi dice che è tutto a posto e che l’ipoteca è bloccata (ma per questo avevo fatto io tutto il lavoro da sola anni prima).
Dopo un po’ di tempo mi arriva la sua fattura, 560 EURO.

La Mia Risposta

Lo chiamo e gli chiedo se è impazzito, comunque per farla breve, gli dico chiaramente che non intendo pagare quella somma e che se vuole gli liquido i 150 euro. Lui accetta solo come acconto ma dice che vuole il saldo. Io ovviamente mi rifiuto e così lui mi fa scrivere da un avvocato.
Mando una NDC all’avvocato dicendogli che non aveva nessuna autorità per avere i miei dati personali, per questo motivo aveva infranto la legge 196/2003 sulla privacy, e ho chiarito che lui non poteva obbligarmi a pagare ciò che era una truffa. Alla fine ho aggiunto che questo conflitto doveva essere risolto tra le parti interessati visto che tutte le istituzioni erano state precluse e pignorate. Lo invitavo altresì a cancellare tutti i miei dati personali dal suo data base, altrimenti veniva segnalato. handshake
L’avvocato è sparito subito senza mai farsi sentire e il mio ex amico mi ha scritto via mail richiedendomi il soldi. Io gli ho risposto che se mi faceva vedere il contratto dove in teoria avevo accettato pagarli la somma di 560 euro, gli avrei subito versato la somma.
Nessun contratto, nessun versamento.
E così che i ladri e i truffaldini spariscono.

Buona Libertà a tutti,

Milena.